“Un cuore in organza” di Sandra Carresi
Recensione di Luciano Domenighini

Come spesso accade nelle più autentiche e accreditate “maison” poetiche, è qualcosa di vago, di indefinibile e di inclassificabile a fare da perno, da centro di gravità alla poesia di Sandra Carresi.

Nel suo caso qualcosa che sta in bilico fra il sognante abbandono e l’ansia di giustizia in un clima intimo, esclusivo, dove gli affetti vengono adunati, custoditi, difesi e quindi consegnati a una dimensione mitica. Fin dagli esordi, d’altro canto, la sua poesia ha sempre avuto come tema portante il valore e il senso dei ricordi, la memoria come retaggio residuale del tempo vissuto e risorsa per il presente; i ricordi come ce li restituisce il tempo trascorso, ogni volta rielaborati, ogni volta mutati, ma sempre, puntualmente, imprescindibili e veri.

Anche nella sua recente silloge, “Un cuore in organza”, la sua è una poetica della memoria intesa a salvare il passato, evocandolo, ricostruendolo e celebrandolo ma anche trasformandolo, attraverso un tono ora elegiaco, ora meditativo, ora profetico, in apologo, in fonte di saggezza.

Il modulo metrico è variabile e parte sempre da un registro colloquiale, confidente, di prosa spezzata in versi salmodianti, quasi casuali, lungo il quale si inseriscono, come d’improvviso, accensioni liriche che hanno la forma e l’enfasi di versi singoli, compiuti, talora splendidi per eloquenza e intensità.

In un esposto poetico evocativo politonale, sempre vigile ed accorato, eloquio intessuto ora di meditazioni raziocinanti ora di subitanei abbandoni allo struggimento emotivo, si incastonano come gemme sintagmi in genere di un verso (o di due, come nello splendido distico settenario-novenario ” della canora culla/ del mio perenne azzurro amore” da “Non batte più”) che, pur ben legati al dettato che li precede (o che li segue) da abili enjambements, hanno una loro autonomia, una loro compiutezza.

Questa “nonchalance” linguistico-stilistica tuttavia prende le distanze sia dall’enfasi di ricercatezze accademiche che da temerarie incursioni nel sensazionalismo sperimentalistico; al contrario ripiega sempre di buon grado nell’occasionalità del linguaggio corrente, nella sua collaudata e consolidata efficacia.

Questa scoperta disinvoltura e libertà formale nel variare il dettato poetico è la cifra distintiva di questa poesia della memoria, elegia semplice e dignitosa, mite e colloquiale, sorgiva e commossa.

Scrigno di ricordi, urna di saggezza.

Luciano Domenighini
(Gennaio 2016)

157_Un-cuore-in-organza900

Un cuore in organza

Collana Indaco – Poesia
Sandra Carresi

15.11.2015, 74 p., brossura
Curatore: Marzia Carocci
Prefazione: Marzia Carocci
Postfazione: Anna Maria Folchini Stabile
ISBN 978-88-98643-50-9

TraccePerLaMeta Edizioni

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L’immaginazione di un esprimere forte e pulsante chiuso nella delicatezza e nella trasparenza di una parola essenziale, quella della verità.
Esce “Un cuore in organza” di Sandra Carresi

Comunicato stampa

(…) Una donna che scruta e che indaga senza illudersi mai, ma che sa assaporare ogni attimo vissuto, grata al sole, al vento, a un sorriso, alle radici che le appartengono.

La sua attenzione non si limita, però, solo alla propria condizione, ma varca l’osservazione oltre, la Carresi, infatti, pone con linguaggio lirico l’interesse al sociale di cui scava le nefandezze e le ingiustizie, additando con veemenza ai fatti obbrobriosi che ogni giorno circondano la nostra società, vedi la pedofilia, la violenza, la guerra, l’infamia verso il debole.

Spesso aprirsi alla poesia è difficile, a volte è impossibile. Erroneamente si definiscono i poeti persone romantiche, dedite a onirici viaggi, nostalgici e malinconici.

Questo è forse l’errore più grande che si possa fare nei confronti di questo tipo di autori. I poeti sono osservatori del bene e del male, hanno occhi che vedono oltre il visibile e catturano quei riflessi che per altri sono inesistenti.

(…) “Un cuore in organza” non poteva essere titolo più appropriato, l’immaginazione di un esprimere forte e pulsante chiuso nella delicatezza e nella trasparenza di una parola essenziale, quella della verità!

Dalla Prefazione di Marzia Carocci

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Un cuore in organza

Collana Indaco – Poesia
Sandra Carresi

15.11.2015, 74 p., brossura
Curatore: Marzia Carocci
Prefazione: Marzia Carocci
Postfazione: Anna Maria Folchini Stabile
ISBN 978-88-98643-50-9

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La poesia, di Sandra Carresi,  dal titolo: I Cristalli dell’alba, esalta  tematiche notevolmente universali, con una varietà che spazia, in maniera metodica, così laboriosa, dal sociale ai ricordi importanti d’infanzia. Invero, s’impone all’attenzione del pubblico con una caratteristica assai particolare che la distingue con una poetica dinamica, in qualità di attenta osservatrice di luoghi, borghi, contrade; soffermandosi con carattere assai tenace sugli accadimenti di taluni eventi e orrori nel mondo. Dunque, una poesia in linea con i tempi moderni, con i suoi crudeli malesseri,  come afferma in questa poesia Tempi Feroci: “Feroci questi tempi/di sangue e di sale/di gelosie e vendette./Calici amari le cui bocche si apprestano a bere lacrime che non usciranno mai (…). pag. 16.

Ai nostri giorni, i tempi feroci, sono davvero folli per l’ineluttabile drammaticità,  con avvenimenti che quando si presentano, nella loro nuda crudeltà, ci fanno sentire basiti da tanta incredibile malvagità; esattamente come ci spiega, la poetessa, citando il fenomeno “femminicidio”, in La follia omicida dell’Oggi: “Lascerò leccare le tue ferite/ ai miei cani, se le avrai./ Io, non lo posso fare./Potrò forse, un giorno perdonare,/ma tu, dovrai pagare tutto, fino in fondo./Lo devi al Mondo.” pag. 30.

La poesia, di Sandra, sostanzialmente, risulta efficace e intensa nei particolari così minuziosi  anche quando incalza, con tono sommesso. Invero, versi mordenti, pregni di forte disappunto, sanno scuotere menti e coscienze, come recita scrupolosa la poesia Onestà: “A quell’Italia che muore di vita e di ogni serenità./A quell’Italia onesta e lavoratrice/ che subisce strozzata da tante tasse e burocrazia./ A quell’Italia che va via, non viaggia si ammazza./A quell’Italia umiliata in quel teatro di vita./ (…)”. pag. 21/22. Una lirica, fin troppo generosa, improntata su di una visione reale del nostro paese.

La lettura del libro di Sandra Carresi,  in concreto, risulta abbastanza piacevole, si coglie altresì il senso chiaro così specifico nella diversità di taluni versi, forgiati con una carica di essenza, pregna di energico magnetismo, assai particolare. A mio dire, una ricchezza di pensiero che le appartiene naturale, in fatto di linguaggio, come si può dedurre esplicitamente in: Le miserie di cuore, matrice di una visione personale fin troppo realistica, una bravura che spazia convinta sui temi sociali, in cui sostiene, con grinta: “Le miserie di cuore rendono schiavo l’Uomo/del denaro e del potere/in un secolo gonfio di valori/sbattuti a terra come falsi pudori./ Periodo storico di menti sapienti/creatrici di  numeri pronte  a partorire tasse/ (…)” pag. 80.

Da una minuziosa analisi, si spiega meglio il suo linguaggio aperto e l’uso di una dialettica affinata con sottile arguzia, senza  ricerca evidente della parola per poter esprimere in versi tutto ciò che osserva e che vive con intensa emozione. Ella, riesce a descrivere, con passione e bontà d‘animo gioie, dolori, e altrettanti pezzi di viva memoria che vengono riportati alla luce con una precisa tecnica poetica assai distinta. Tuttavia, nella sua  minuziosa visione, non risparmia versi forti, esprimendo finanche un soffuso orrore per un mondo che non migliora. E’ il caso di citare un’altra lirica, ricca di notevole significato, che  avvalora ogni mia considerazione innanzi espressa, in:  La Passione del Mondo: “E’ nel cuore che la pena aumenta./E’ nella mente che come lama serpeggia./Oggi, è Lei che indietreggia, Lei la passione di sempre/teme il crollo delle genti/che ha mescolato valori in confusioni./ Impoverita e stretta nei cuori di chi/ cura gli interessi personali./ (…)./Passione, motore e crescita di ogni valore. (pag. 75).

E’ in realtà un’accorata poesia che riesce a incarnare, in un inno armonico, così glorioso, talune passioni che un tempo furono, non soltanto l’orgoglio, ma l’emblema degli uomini  audaci, che seppero coltivare eroiche speranze assieme ai loro sogni.

Ma, lo sguardo dell’autrice, costantemente armonioso,  è spesso orientato, con incredibile curiosità, verso suggestivi borghi di città con le sue caratteristiche contrade. Cito volentieri, di buon grado, un’altra bella poesia dal titolo: Il Borgo “Tappeto verde e culla degli ulivi/là, nella campagna Toscana/dove si respira il profumo del mare./Se s’alza il vento, ti porta lontano,/se splende il sole, ti puoi spogliare (…).” pag. 71. Ebbene, la poetessa ama  girare per le strade e i borghi, a curiosare, come ci spiega in questi versi dal titolo: Piazze e Bancarelle “Giro fra bancarelle/sotto il sole cocente/di agosto./Fra cianfrusaglie e chincaglieria,/ognuno mostra la propria mercanzia./Volti accaldati, sudati e sorridenti in quella piazza gremita di genti. (…).” pag. 52.

Senza dubbio, Sandra Carresi, conserva intatta una genuina freschezza di recepire, in maniera visiva, determinati paesaggi rischiarati, al mattino, dal tiepido raggio di sole.  Basti citare Il ventaglio in cui afferma:”(…) Lo vedo dai vetri, specchi su cui riflette il sole./Pini altissimi, li ho di fronte, e come un ventaglio le cui stecche si abbracciano, cos’, anche loro da destra a sinistra, spolverano il cielo (…).” pag.18.

I versi sono plasmati da una segreta scintilla di forte empatia. E, quando leggi, sei presa sull’essenzialità sostanziale dei contenuti, ricchi di suggestiva umanità e profonda sensibilità in altre poesie, pregne di  bellezza interiore  e altrettanta generosità. Pertanto, cito volentieri: Vorrei, E’ quel tempo, Ti racconto di te, Zia Tosca, L’alba e tu, Non avere il coraggio, Mani lunghe e magre.  

Attraverso i versi, i ricordi della poetessa divengono  preziose immagini che sembrano ritornare alla realtà in punta di piedi, come in un’immediata, limpida, visione in Ricordi e sapori lontani: “Ricordi e sapori lontani,/là, in quella piazza a ferro di cavallo/in quel di Barberino di Mugello. Piazza Cavour, tanti alberi, poche macchine, (…)”. pag. 65. Nella raccolta di poesia, di Sandra, si può meglio comprendere il suo costante lavoro poetico, dosato con meticolosa metodicità; pure quando enuncia in versi l’improvviso risveglio di taluni vivi ricordi, in cui ella si apre per raccontarci storie vissute, in: Buon Natale! “Buon Natale a tutti voi che porto nel cuore./A voi tutti che siete da sempre/le mie radici e i miei ricordi. (…)” pag. 76.

Sandra Carresi, nei suoi versi, racconta  o meglio ci racconta, parlando sovente di amore, di passioni vissute che sembrano far capolino attraverso la caparbia nostalgia, stuzzicando compiaciuta la bellezza della sua fantasia. Versi veraci e belli, come ci narra quest’altra poesia, Il regalo in cui afferma:”Ti regalo quel raggio di sole che fa capolino/nel fresco mattino./Non lo lasciare in strada, catturalo e mettilo in tasca./ Lo dovrai liberare la sera, quando ogni luce sarà fredda. (…)”. pag. 58.

I  versi, tuttavia, sanno dare costantemente l’idea della precarietà di un tempo che fugge e l’impossibilità vera di catturare un raggio di sole, per trattenerne l’inspiegabile bellezza di luce che  rapisce e  avvolge l’anima verso uno spazio infinito. Infatti, così ci spiega nella poesia Oceano, in cui afferma: “Mentre le spighe regalano l’oro alla terra/ i tuoi occhi fanno dell’Oceano un mare in tempesta (…)”. pag. 57.

L’Autrice di questo libro, infine, s’impone al pubblico, con una poetica inestimabile ricca di diversità in fatto di contenuti sociali e spirituali. Dunque, versi forti, alquanto incisivi. La sua visione, di acuta osservatrice, viene fuori attraverso determinati versi, anche nella poesia dal titolo: Acqua.  A mio parere, versi fluidi e scorrevoli, ricchi di  omogeneità di pensieri, che esaltano verità inconfutabili; peraltro accompagnati da un senso di sottile preoccupazione, che rimane chiusa in talune liriche come questa, quando afferma con accorata voce: “Piove forte/ a scroscio, si ferma, riprende./ E’ caldo e umido questo Novembre/strano e modificato./ Scruto l’Arno. Ha aspetto sinistro/ in queste giornate Tropicali, sembra un bosco disteso, addormentato forse … abbandonato./Respiro forte, rumore e odore nauseante, di macchine, poi …, terra bagnata e violata/in questo letto di fango che scivola via/verso chissà quale disastro in questo Mondo complicato”. (pag. 68/69).

In sintesi, non sbaglierei, dicendo che la sua visione del mondo sembra essere il  punto cardine, vero, attorno al quale incentra una poetica assai profonda e significativa, altresì incisiva. Versi temprati da un pensiero energico, costantemente levigato come goccia di pioggia insistente che cade sulla dura roccia. Dunque, versi impegnati che si riconoscono, sin da subito, per passione, dedizione e forte amore.

Sandra Carresi, ha finalmente raggiunto la giusta maturità espressiva in questa pregiata silloge poetica: I cristalli dell’alba, che ho più volte letto con rigoroso riguardo e delizia, rimanendo affascinata dai suoi piacevoli versi  e dal modo di come dice le cose che vede. Ella  riesce a esprimere concetti con una gentilezza d’animo che sembra correre sul filo dell’armonia universale; talora in maniera spedita, ma spesso in punta di piedi, regalando al lettore, che desidera davvero conoscerla, momenti intensi di piena espressività. E’ una voce poetica assai audace che spazia in un mondo reale e riesce ad imporsi con istintiva naturalezza alla preziosa attenzione di taluni noti  critici, nonchè del pubblico, sempre più numeroso, appassionato di bella, vera, poesia.

Novara, lì 21.06.2014

Anna Scarpetta

I cristalli dell’alba

Collana Indaco – Poesia
Sandra Carresi

25.3.2014, 100 p., brossura
Curatore Spurio Lorenzo
ISBN 978-88-98643-16-5

TraccePerLaMeta Edizioni

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Leggendo quest’ultima opera poetica di Sandra CarresiI cristalli dell’alba (TraccePerLaMeta Edizioni, 2014), si ha la percezione di una semplicità cristallina, a cui già prelude intenzionalmente e allusivamente il titolo, che si accompagna a una non comune complessità.

Nella raccolta, che consta di una cinquantina di componimenti, si mescolano sapientemente toni elegiaci, in cui l’autrice rievoca scene quotidiane di piazze dove un tempo si poteva conversare amabilmente e paesaggi che fanno da sfondo all’amore insieme passionale e colmo di commossa tenerezza, ai registri linguistici più forti dello sdegno contro le umane ingiustizie, contro i piccoli e grandi soprusi di ogni giorno, e soprattutto contro la violenza gratuita e assurda che si accanisce contro le vittime innocenti, e in quanto tale non è accettabile né in alcun modo ignorabile.

Così la poetessa raccoglie ed esprime il grido della giovane donna massacrata da chi un giorno giurava di amarla, la rabbia di chi si sente derubato nei propri diritti da chi sarebbe invece preposto a tutelarli, come i “cacciatori di poltrone” che con la sua garbata ma potente ironia stigmatizza.

Le pagine scorrono veloci, è un testo semplice, ma solo in apparenza; perché all’occhio del lettore esperto non sfugge la bellezza delle rime studiate in maniera giocosa, ma raffinata; o l’accorgimento, che ricorre puntualmente, così da configurarsi come un vero e proprio stilema della raccolta di liriche, della punteggiatura disposta in modo da creare l’effetto di pause del discorso parlato.

Ed è nella capacità di parlare a se stessa così come a chi non c’è più, a chi avrebbe molto da dire e a chi ha taciuto troppo, che si rivela la preziosità nascosta dietro il velame dell’eloquio fatto di parole quotidiane e comuni, ma ben lontane dalla banalità.

L’autrice ha il dono di quella che in psicoanalisi si potrebbe definire “personalità strutturata”: sul piano letterario e umano, questo significa la capacità di abbracciare ed esprimere i molteplici livelli dell’esistenza: l’amore adulto, che si dona e che sa gustare fino in fondo le gioie della vita; la consapevolezza della fugacità del tempo e delle terrene illusioni; la dolcezza dei ricordi di famiglia; il rispetto e lo stupore, per le bellezze della natura e del proprio ambiente; l’emozione per i piccoli gesti, per i colori, i sapori, e al tempo stesso, la capacità di manifestare, sempre, la solidarietà con chi è stato schiacciato dalla crudeltà insensata dell’uomo, e la dolorosa coscienza che ci sono limiti oltre i quali si entra nella tragedia, di fronte alla quale non è possibile, sul piano umano, un perdono.

Il riferimento agli orrori del nazismo rappresenta il culmine dell’arte dell’autrice, poetessa e donna di specchiata onestà intellettuale e dai valori cristiani profondi, radicati, vissuti; valori che non vengono meno di fronte al crimine per antonomasia contro l’umanità, ma che divengono condanna, per sempre, del male assoluto e di chi lo commise, che non potrà e non dovrà trovare mai, in alcun modo, giustificazione od oblio.

Lo stesso vale, sul piano umile della quotidianità, per le piccole e grandi violenze di comune criminalità, certamente infinitamente meno grave, e incommensurabile, rispetto alle tragedie della storia, ma non per questo accettabile supinamente, nel nome di un ipocrita buonismo.

Tutti coloro che violano la dignità di una persona, a qualunque livello, sono per la poetessa, da  esecrare, nella negatività dei loro gesti, come chi profana la nostra casa, la nostra intimità, o il nostro legittimo diritto a essere tutelati e non oppressi.

Non è facile manifestare la rabbia di fronte alle ingiustizie, e Sandra Carresi riesce a farlo con grazia, con l’eleganza di chi non esprime rancore, ma semplicemente, non si rassegna.

E’ una raccolta che vibra di vita, dolce come le luci dell’alba e profonda come la notte che fa da cornice all’amore; che sa parlare dell’universo e al tempo stesso è radicata nei momenti conviviali e di amichevole intimità.

Ed è soprattutto un inno, un inno alla vita, nella molteplicità delle sue sfumature, tratteggiate con uno sguardo sereno, attento, partecipe, profondamente sincero, consapevole del dolore e della fragilità della condizione dell’uomo, e insieme colmo di tenerezza e di bene.

ILARIA CELESTINI

Brescia, 15.04.2014

I cristalli dell’alba

Collana Indaco – Poesia
Sandra Carresi

25.3.2014, 100 p., brossura
Curatore Spurio Lorenzo
ISBN 978-88-98643-16-5

TraccePerLaMeta Edizioni

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126_i_cristalli_dell_alba_900La poetessa e scrittrice Sandra Carresi ritorna ai lettori con la nuova silloge I cristalli dell’alba, del marzo 2014 per la Collana Indaco-Poesia di TraccePerLaMeta Edizioni. Il titolo della silloge poetica è già di per sé un inno alla luce e alla purezza. Il cristallo è un minerale naturale e trasparente, simbolo di purificazione, da esso s’irradiano fasci di energia luminosa; l’alba è il simbolo del nuovo giorno e del risveglio interiore, le ombre della notte si diradano e riappare quel momento affascinante e magico in cui avanza il chiarore che illumina il nostro animo e la nostra volontà.

La poetica di Sandra Carresi tocca nel vivo temi importanti quale la vita, l’amore e il dolore. I suoi versi percorrono stati d’animo reali che appartengono a tutti. Immagini semplici ma di forte impatto emotivo esprimono il progressivo indebolirsi di certezze del mondo potente e debole a un tempo; con grande equilibrio la poetessa affronta dolorose note attuali, prima fra tutte lo sgretolamento di valoridel mondo contemporaneo “[…] in un secolo gonfio di valori/sbattuti in terra come falsi pudori[.]” e misura una distanza tra un passato e un presente mentre nel suo cuore il tempo non muta   “Provocante e raffinato/questo rincorrere/del tempo/che alla fine poi [,] /rimane intrecciato nelle/pieghe del mio sorriso [,] /mutando il corpo [,] / ma [,]restando fermo/ in quel gioco sottile/dell’antico temperamento [.]”

Ogni poesia riconduce a un preciso codice etico che permette alla poetessa di approdare su aspetti di disagio, episodi di violenza, condizioni di povertà e necessità di maggiore giustizia; la poetessa delinea il nostro presente con significato connotativo “Feroci questi tempi/di sangue e di sale/di gelosie e vendette” che infettano e contagiano la nostra società, viziando l’aria e la luce del nostro paese.  Immagini inattese rappresentano il mondo interiore, in alcune strofe ritroviamo delicatezza di toni, in altre una pungente nostalgia.Sandra Carresi con la sua poesia supera il soggettivismo e si pone in comunione con la natura che le si apre allo sguardo come un “ventaglio”, unisce il suo cuore al cuore di ognuno. Con particolare espressività di termini sottolinea l’onestà, la dignità e l’umiltà, poiché senza di esse non può esserci la gioia che incanala le nostre energie naturali.

Il suo stile è semplice, ritmico, predilige strofe brevi che creano una trama d’infinite suggestioni ed emozioni, ne risulta un verso che diviene quasi un salmo, una preghiera, un inno alla vita.

Sandra Carresi utilizza una costruzione del verso con una particolare attenzione alla musicalità e al ritmo, una poesia dunque, che chiede di essere ascoltata e non solo letta. Anafore ricorrenti nelle diverse strofe e parole ripetute con lettera maiuscola quali Mondo, Vita e Terra, concedono ritmo incalzante e martellante, quasi a ribadire tra i versi elementi e concetti di richiamo.

In una sinestesia visiva, la poetessa geme con coloro che piangono e allo stesso tempo canta la gioia e la grida. Le sue parole incitano a ritrovare l’amore condiviso, a “[…] conservarne memoria/nella grotta della vita.” per riscoprire “[…] il sapore antico/del passato […]”.

Sandra Carresi con la sua silloge I cristalli dell’alba protende lo sguardo lontano, squarcia il silenzio, oltrepassa il filtro di ogni barriera debilitante, esce dall’ombra e si affida alla luce della rinascita, della speranza certa di ogni nuova alba. I suoi cristalli calmano i sensi, scaldano i nostri cuori e ci stimolano a non sentirci più atomi isolati bensì parte di un grande universo d’amore “La speranza unisce l’anima/ e la fame di cuore/fa di ogni burrasca/cristalli, da disegnare nel tempo”.

I cristalli dell’alba di Sandra Carresi è un testo letterario polisemico che può essere interpretato in più modi, tuttavia, le poesie ivi contenute richiamano moltissimo la poetica dannunziana, laddove una realtà difficile e dolorosa vela la luminosa bellezza di ogni anima.

SUSANNA POLIMANTI

Cupra Marittima 10.04.2014

I cristalli dell’alba

Collana Indaco – Poesia
Sandra Carresi

25.3.2014, 100 p., brossura
Curatore Spurio Lorenzo
ISBN 978-88-98643-16-5

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Comunicato stampa

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È uscita da pochi giorni la nuova “fatica” letteraria della poetessa fiorentina Sandra Carresi. La nuova silloge poetica, che porta il titolo evocativo “I cristalli dell’alba” è stata pubblicata da TraccePerLaMeta Edizione, l’attività editoriale dell’omonima casa editrice dove la Carresi figura tra i soci fondatori.
Il nuovo libro si apre con una nota critica firmata dallo scrittore, critico letterario e ordinario di letteratura italiana Nazario Pardini che ne rintraccia la suggestività del verso e si chiude con un apparato critico finale ad opera di Lorenzo Spurio dove si sottolinea, invece, l’impronta sociale di varie liriche dove il lettore conoscerà una poetessa forte nei suoi insegnamenti morali che non manca di osservare con disgusto le iniquità sociali del nostro oggi.

Nazario Pardini nella prefazione scrive: Una silloge, questa nuova di Sandra Carresi, vivace, intensa, di proteiforme valenza, dove ogni emozione trova corpo in versi duttili e generosi, ora brevi, secchi, ora ampi, aperti; disposti e disponibili a seguire l’ondulazione delle intime vicende. Insomma una silloge che racconta la vita, in tutte le sue forme, le più dolci e le più crude: sottrazioni, scottature, illusioni, speranze, delusioni, rammarichi, quietudini; realtà quotidiane, minuziose, occasionali; slanci onirici; un realismo lirico, comunque, di grande impatto umano, dove è facile ritrovarci, dove ognuno di noi, leggendosi, ascolta un brandello della sua storia. E mi piace iniziare la mia esegesi da questi versi incipitarî che fanno da prodromico avvio ad una voce spontanea, libera, pulita, e architettonicamente movimentata; una voce che sa raggiungere apici di non comune fattura ispirativa.

I cristalli dell’alba

Collana Indaco – Poesia
Sandra Carresi

25.3.2014, 100 p., brossura
Curatore Spurio Lorenzo
ISBN 978-88-98643-16-5

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Collana Smeraldo – Libri per ragazzi

2012, 146 p., brossura
Curatore Spurio Lorenzo
Illustrazioni di Michela Del Degan
ISBN 978-88-907190-1-1

TraccePerLaMeta Edizioni

Raccolta di 16 racconti che trattano gli aspetti della vita quotidiana nella forma delle favole. Ogni narrazione è arricchita dai disegni artistici di Michela Del Degan. Età di lettura: da 10 anni.

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http://firenzenews.altervista.org/sandra-carresi-e-il-suo-battito-dali-nel-mondo-delle-favole/

http://www.culturaeculture.it/2012/10/battiti-dali-nel-mondo-delle-favole/14680

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