Centouno liriche che si leggono tutte d’un fiato, come una sola lunghissima, ininterrotta composizione poetica, nella luce, nell’aria di un sentimento vitale, in un amoroso, gioioso flusso di pensiero.

Esce “Dillo a te sola” di Giusy Tolomeo

Comunicato stampa

La siciliana Giusy Tolomeo, scrittrice e poetessa: è autrice di due romanzi (Dune, del 1994 e tuttora inedito; Il giovane Siddharta, pubblicato nel 1998 con il gruppo Edicom) e di una raccolta di poesie, Davide e Betsabea (Albatros, 2012); ritorna qui con una seconda silloge, Dillo a te sola, una raccolta di poesie d’amore, dove questo tema viene affrontato per ben centouno titoli e in tutte le più varie sfaccettature, senza mai giungere a una connotazione specificatamente di poesia erotica. In queste liriche l’amato, come ci avverte in dedica la stessa poetessa, viene idealizzato (da cui il titolo dell’intera raccolta) assumendo caratteristiche superumane, quasi divine: “All’Uomo che venne/ In sembianze diverse/ Perché io lo amassi/ Al di fuori del Tempo/ Al di là dello spazio.”
Da notare il maiuscolo all’inizio di ogni verso, non solo in questa dedica ma in tutte le poesie della raccolta, come se la poetessa volesse sottolineare l’importanza di ogni singolo verso, come di un mondo a parte, dove ama rifugiarsi. La scrittura in versi, quasi quotidiana e per poco più di un anno, come possiamo notare dalla data in calce ad ogni singola lirica.

Dalla Prefazione di Emanuele Marcuccio
Curatore dell’opera

Centouno liriche che si leggono tutte d’un fiato, come una sola lunghissima, ininterrotta composizione poetica, nella luce, nell’aria di un sentimento vitale, in un amoroso, gioioso flusso di pensiero.

Dalla Postfazione di Luciano Domenighini

Quasi un diario poetico che, nel succedersi progressivo dei giorni, esplica il variegante dipanarsi del sentire e del vivere l’amore per un lui, ora tangibile realtà, ora sogno e chimera. I versi talvolta sembrano esprimere l’ancestrale ed adolescente input all’amore che, nel suo primo apparire nell’anima, cerca sinfonica rispondenza per raggiungere la pienezza dell’io. In tale ricerca, la complicità degli elementi della natura che ridono o piangono insieme a lei, spesso in un consustanziale sentire o panica sintesi che innalza il desiderio dell’io a cosmica condivisione.

Il linguaggio poetico insieme nitido ed etereo, analogico o comparativo è adeguato alla proposizione verbale dell’ispirazione che trova nel coinvolgimento simbiotico della natura, lo strumento più idoneo all’espressione del possesso o dell’aspirazione all’oggetto del desiderio e nello stesso tempo, ad una sua mitica trasfigurazione. A tale esito, nello scorrere fluente e libero dei versi,concorrono anche le numerose occorrenze di amare/amore e le frequenti anafore, che marcano con il ripetersi a inizio verso delle parole, le coinvolgenti sensazioni ed emozioni della poetessa.

Dalla Quarta di Copertina di Francesca Luzzio

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Dillo a te sola

Collana Indaco – Poesia
Giusy Tolomeo

4.9.2015, 136 p., brossura
Curatore: Emanuele Marcuccio
Prefazione: Emanuele Marcuccio
Postfazione: Luciano Domenighini
Quarta di copertina: Francesca Luzzio
Direttore Collana Indaco – Poesia di TPLM: Marzia Carocci
ISBN 978-88-98643-41-7

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Breve storia di un grande sogno dell’Uomo

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Dalla Terra alla Luna con ritorno
Breve storia di un grande sogno dell’Uomo

Collana Avorio – Saggistica
Giuseppe Palumbo

20.4.2014, 184 p., brossura
Curatore Giuseppe Palumbo
ISBN 978-88-98643-32-5

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Comunicato stampa

Alciator evidenzia in ogni suo verso le varie piaghe del nostro vivere terreno in cui il problema dell’anziano, la distruzione nell’alcol, l’attesa di una carezza, diventano istanti di bisogno e di domande dove l’autore stesso cerca di darsi risposte, vuoi per colmare i silenzi interiori, vuoi per sentirsi parte di un mondo spesso distratto e cieco nei confronti delle debolezze e dei bisogni esistenziali di chi non ha voce o non ha la forza di alzarla.
Definirei il viaggio letterario di Alciator un lungo monologo che in primis dice a se stesso e poi lo estende a chi saprà ascoltare le sue invocazioni e costatazioni personali, così simili a tanti esseri umani.
Parole sofferte, ricerche di approvazioni e di asserzioni da parte di chi saprà ascoltare i suoi slanci emotivi in cui il sentimento e la sofferenza si abbracciano nell’unica voce che egli esprime: quella del cuore.
L’Autore usa le sue parole come sfogo emotivo, perché a lui non interessa se la poetica è tecnicamente perfetta, scritta in metrica, in verso sciolto o libero, a lui interessa l’espressione di un’anima da esternare con le proprie paure, tensioni o semplicemente sussurrare ciò ch’egli sente di dire in quel bisogno incondizionato di umanità e di necessità ad aprirsi verso il vivere quotidiano fatto di riflessi e di contraddizioni dove il buono e il cattivo vivono e convivono insieme.

MARZIA CAROCCI

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Il poeta, la maschera e il make-up

Collana Indaco – Poesia
Claudio Alciator

23.11.2014, 72 p., brossura
Curatore: Marzia Carocci
Prefazione: Marzia Carocci
ISBN 978-88-98643-38-7

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Comunicato stampa

I ricordi, la nostalgia, il bisogno di ritrovarsi nel nostro vissuto, nelle nostre radici e soffermarsi a riflettere di un tempo amato, consumato, appartenuto rendendosi conto poi, che per amore, affetto e dedizione, è possibile rivivere e riappropriarsi di un passato sempre vivo e presente in ogni giorno.
Un viaggio meraviglioso dove “fili rossi” uniscono ieri a oggi e dove un padre materialmente scomparso lascia tracce di sé per amore e protezione eterna.
Letizia Castaldo in questo suo libro/diario, ci apre la porta del suo essere bambina, poi donna e fenice di sé in quella ripresa vitale d’eterea farfalla in volo…
Bellissime immagini che l’autrice con grande carisma rende particolarmente vive e visive, momenti fatti di realtà mnemonica e di spiritualità necessaria al senso e al bisogno di credere per non sentirsi foglia al vento o granello di sabbia.
La vita ci mette spesso di fronte a prove difficili e la nostra debolezza umana diventa quasi palpabile e ben visibile a noi stessi; a volte vorremmo eliminarla, sradicarla, odiarla, molte altre volte, invece ne diventiamo parte e allora cerchiamo di trovarne il senso e magari sopravvivere proprio per ciò che ci ha regalato.

MARZIA CAROCCI

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Lunghi abbracci di filo rosso…

Collana Oltremare – Narrativa
Letizia Castaldo

9.7.2015, 264 p., brossura
Curatore: Marzia Carocci
Prefazione: Marzia Carocci
Direttore Collana Oltremare – Narrativa di TPLM: Ilaria Celestini

ISBN 978-88-98643-39-4

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Domenighini e la Francia in «Petite Anthologie»

I lirici francesi di quando ancora il mondo era tutto intero, i poeti delle primavere vagabondate in soli ormai lontani, i versi delle struggenti giovinezze insepolte li ritroviamo qui, in questa attenta selezione curata dal bresciano Luciano Domenighini e intitolata «Petite Anthologie» (edizioni TraccePerLaMeta, 182 pagine, 12 euro). La grande poesia francese, da François Villon a Francis Jammes, c’è tutta, restituita in un italiano fresco da un artista e intellettuale a tutto tondo.Nato a Malegno nel 1952, Domenighini coltiva da sempre con passione e competenza non solo la scrittura, ma anche la traduzione e la critica letteraria di autori italiani e stranieri, dai grandi del passato ai più modesti verseggiatori incontrati nel corso della sua carriera. Dotato di una solida e articolata preparazione metrica, retorica e stilistica, ha pubblicato nel 2004 la silloge «Liriche esemplari», ricevendo poi diversi premi a concorsi letterari nazionali. E a rendere onore al merito argutamente depositato in queste pagine è nella prefazione il francesista Mario Pietro Zani, secondo il quale «il senso di una traduzione come questa è nella passione che anima l’autore, nel fatto che egli ha amato questi poeti e non ha potuto fare a meno di riscriverli lui stesso, di entrare – in un certo senso – nella loro pelle e rifare a modo suo ciò che essi hanno fatto». Domenighini ha alle spalle una lunga frequentazione di libretti d’opere liriche celebri, come «Carmen», «Sansone et Dalila», «Manon», «Pelléas et Mélisande>. Riavvicinatosi ai poeti maledetti negli ultimi anni, «deluso da molte traduzioni – come osserva Zani – ha voluto provare lui stesso a rendere in italiano alcuni degli scritti di Verlaine, Baudelaire, Mallarmè, Apollinaire, Rimbaud, Laforgue, Jammes, Desbordes». E in appendice il curatore trova lo spazio per inserire una chicca: la traduzione di tre dei dodici, semisconosciuti, «Sonnets Cisalpins» di Gabriele dAnnunzio.F.MA.

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http://www.bresciaoggi.it/stories/2676_libri/1205957_domenighini_e_la_francia_in_petite_anthologie/

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Petite Anthologie
Piccola Antologia di poesia francese: Da Villon a Jammes

Collana Arancione – Antologie
Luciano Domenighini

27.3.2015, 182 p., brossura
Curatore: Emanuele Marcuccio
Prefazione: Mario Pietro Zani
Postfazione: Giordano Tedoldi
Nota Critica Di Quarta: Aldo Occhipinti

ISBN 978-88-98643-35-6

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VENERDI’ 22 MAGGIO 2015 ALLE ORE 21.00

Sala Consiliare, Palazzo Comunale, via Roma, 25, Bresso (MI)

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
GRAZIE AL DITO CHE MI INDICO’ LA LUNA

Un Cammino di umanizzazione dell’esperienza religiosa

Presentato da: Elena Belloni
Sarà presente l’Autore: P. GIOVANNI BELLONI del P.I.M.E. missionario per un ventennio in Asia

Dopo aver “vissuto”, in questo libro vuole “raccontare” come improvvisamente si è trovato tra le mani la “perla preziosa” che desidera condividere anche con la popolazione della Città che ha lasciato un cinquantennio fa.

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Foto di Laura Dalzini ©

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Grazie al dito che mi indicò la Luna
Un cammino di umanizzazione dell’esperienza religiosa

Collana Luce – Spirituale
Giovanni Belloni

Prefazione: Antonia Tronti
Postfazione: Ilaria Celestini

27.3.2015, 244 p., brossura
Curatore: Ilaria Celestini

ISBN 978-88-98643-31-8

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La leader indiana Vandana Shiva torna all’Esposizione universale per lanciare il Forum Internazionale del Biologico. Piantati alcuni semi come gesto simbolico di difesa dei prodotti

L’Associazione Culturale TraccePerLaMeta presente all’evento!

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Il Forum Internazionale del Biologico verrà ospitato a Expo. L’annuncio è stato dato da Vandana Shiva in occasione del taglio del nastro del parco della Biodiversità realizzato dalla Fiera di Bologna all’Esposizione universale. Per la leader indiana dei movimenti a difesa dell’ambiente si tratta di un ritorno all’evento milanese dopo la presentazione la scorsa settimana del manifesto «Terra Viva» a Cascina Triulza. Ad accoglierla all’inaugurazione il presidente di BolognaFiere, Duccio Campagnoli. I due hanno camminato all’interno dell’area e piantato alcuni semi locali di ocra, zucca e cocomero provenienti da diverse parti del mondo. Il gesto simbolico, organizzato in collaborazione con l’Associazione “Donne in Campo”, vuole ricordare che la biodiversità è nelle mani delle donne. «Una gioia» camminare nella biodiversità e «stupisce», anzi, «è bellissimo» ha detto con tono sarcastico Shiva, «che affianco ci sia la Coca Cola. Il Parco è il posto più importante di tutto il sito, il posto dove nasce la vita».

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_16/expo-inaugurato-padiglione-biodiversita-vandana-shiva-b13e112e-fbb2-11e4-bdb9-74ccd0f44566.shtml

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Comunicato stampa

Un Dio di tenerezza infinita, che è vicino agli uomini e che si è fatto Uomo; un Dio che è Padre e Madre insieme, e che sostiene le Sue creature con misericordia e compassione; un Dio che è Amore, un Amore che permea di Sé il mondo intero e l’universo: la visione della vita di questo prezioso libro di Bruno Massaro è rasserenante e invita alla speranza.
E nel contempo è un testo che scava in profondità le miserie e le debolezze umane, puntando il dito sui mali che affliggono la società del benessere.
(…)
Con taglio sociologico, ma anche psicologico e filosofico, l’autore compie un viaggio metaforico alla ricerca dei fondamenti della religiosità più autentica, che va oltre le appartenenze individuali, oltre i rituali e oltre le forme e le formule esteriori, per richiamare all’importanza di una scoperta e di una riscoperta di un rapporto più intimo con Dio, con lo Spirito vitale che dona vita alla dimensione materiale e all’anima.

(dalla postfazione di Ilaria Celestini)

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Il profondo Respiro dell’Anima

Collana Luce – Spirituale
Bruno Massaro

Introduzione: Don Arturo Balduzzi
Postfazione: Ilaria Celestini

13.4.2015, 162 p., brossura
Curatore: Ilaria Celestini

ISBN 978-88-98643-34-9

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Venerdì 17 aprile 2015 ore 18

presso il Caffè Letterario
(Via Cesare Beccaria, 10 – Brescia)

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
IL PROFONDO RESPIRO DELL’ANIMA

La dott.ssa Ilaria Celestini
(poetessa, scrittrice e critica letteraria)

INTERVISTA L’AUTORE
Dott. Bruno Massaro

Introduzione di
Don Arturo Balducci
(Parroco di Gottolengo)

“Il sé è la parte migliore di noi stessi; rappresenta il nostro Spirito.”

Un Dio di tenerezza infinita, che è vicino agli uomini e che si è fatto Uomo; un Dio che è Padre e Madre insieme, e che sostiene le Sue creature con misericordia e compassione; un Dio che è Amore, un Amore che permea di Sé il mondo intero e l’universo: la visione della vita di questo prezioso libro di Bruno Massaro è rasserenante e invita alla speranza.
E nel contempo è un testo che scava in profondità le miserie e le debolezze umane, puntando  il dito sui mali che affliggono la società del benessere (…)
Con taglio sociologico, ma anche psicologico e filosofico, l’autore compie un viaggio metaforico  alla ricerca dei fondamenti della religiosità più autentica, che va oltre le appartenenze individuali, oltre i rituali e oltre le forme e le formule esteriori, per richiamare all’importanza di una scoperta e di una ri-scoperta di un rapporto più intimo con Dio, con lo Spirito vitale che dona vita alla dimensione materiale e all’anima.

(dalla Prefazione della Dott.ssa Ilaria Celestini)

www.laportadelcuore.org

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143_Il_profondo_Respiro_dell_Anima_900Il profondo Respiro dell’Anima

Collana Luce – Spirituale
Bruno Massaro

Introduzione: Don Arturo Balduzzi
Postfazione: Ilaria Celestini

13.4.2015, 162 p., brossura
Curatore: Ilaria Celestini

ISBN 978-88-98643-34-9

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Comunicato stampa

Il testo, a opera di p. Giovanni Belloni, sacerdote missionario del PIME di Milano, è ascrivibile al genere dell’autobiografia spirituale e della testimonianza, pubblicato dietro esplicita richiesta dei numerosi amici ed estimatori della singolare esperienza dell’autore.

Nella ventina di capitoli di cui si compone il racconto, infatti, viene tracciata la storia della vocazione prima al sacerdozio e alla vita attiva nelle missioni del Bangladesh, dove p. Belloni ha trascorso un servizio più che ventennale, dirigendo anche l’Istituto per l’assistenza ai malati di lebbra, e, in un secondo momento, la maturazione della vocazione contemplativa con la pratica dell’ascesi cristiana condotta secondo la modalità tipicamente orientale e in particolare induista dell’ashram: una comunità di preghiera, servizio e meditazione, aperta a persone di ogni parte del mondo e di tutte le fedi e gli orientamenti filosofici.

La narrazione, condotta in prima persona, è una sorta di diario, che mai indulge al compiacimento narcisistico o al gusto dell’esotismo e della curiosità, ma, puntualmente, senza reticenze, esprime i dubbi, le difficoltà materiali e soprattutto morali che una simile scelta comporta.

Particolare risalto viene dato all’esperienza del deserto, in senso spirituale, dove la notte dell’anima ben nota anche a Madre Teresa di Calcutta e a tutti i mistici, conduce a esplorare modalità di vivere la religiosità in modo più intimo e personale, nella ricerca interiore di Dio e nel contempo porta a scoprire la dimensione profondamente olistica, in cui tutto è uno, dell’essere umano e del mondo.

Grazie agli insegnamenti di un maestro di yoga, infatti, p. Belloni ha potuto prendere consapevolezza dell’importanza del corpo, come strumento di aiuto e servizio al prossimo, ma anche a se stessi, da non idolatrare ma al tempo stesso da conoscere e rispettare, quale vero e proprio tempio dello spirito che ci permette di comunicare e interagire con gli altri.

Il vero insegnamento spirituale, però, è stato per l’autore il rapporto con p. Bede Griffiths, monaco camaldolese per quarant’anni in India, dove ha guidato una comunità ashramitica internazionale, seguendo a sua volta l’esempio di altri sacerdoti cattolici che hanno costruito comunità in dialogo interreligioso nel rispetto delle tradizioni locali e nella fedeltà all’identità cristiana.

Padre Griffiths diviene per l’autore il guru per antonomasia, colui che lo introduce all’esperienza spirituale più autentica con Dio e al fiorire della propria seconda vocazione, quella monastica e contemplativa, che non è fuga dal mondo o dalle difficoltà della missione, ma è un’immersione al centro del mondo stesso, dell’universo e del proprio cuore, nell’unità di corpo-mente-spirito per essere ancora di più al servizio degli uomini del proprio tempo e della nostra travagliata società.

Tornato in Italia, infatti, p. Belloni ha condotto esperienze di tipo meditativo e contemplativo ashramitico, dove persone in ricerca interiore e spirituale potessero fare un profondo e  autentico silenzio dentro di sé, per scoprire o riscoprire, attraverso il deserto e il farsi tabula rasa dei rispettivi schemi usuali, la Presenza che sola dona significato all’esistere e al mondo.

Queste esperienze sono state sempre improntate al profondo rispetto della personalità e della libertà di ciascuno, dato che il vero guru non intende suscitare alcuna dipendenza psicologica, ma anzi, ha il compito primario di guidare alla scoperta di se stessi e del proprio peculiare percorso di vita.

In questo senso si spiega il titolo del libro, in cui il maestro spirituale è semplicemente un tramite verso la Meta ultima, un mezzo e non un fine, come il dito che secondo il proverbio indica ai viandanti la luna.

Un testo scritto in stile chiaro e colloquiale, utile a ogni tipologia di lettori, dal laico impegnato e ricco di domande sul significato della vita, al credente che desidera approfondire la dimensione vocazionale, al catechista che ha la possibilità di proporre una serie di riflessioni sul senso religioso più profondo, ai formatori in ambito scolastico, laicale o ecclesiastico, che possono trovare spunti ed esempi pratici sul percorso missionario e insieme contemplativo e sulla necessità di venire in aiuto ai molteplici bisogni degli occidentali contemporanei, spesso materialmente agiati, ma poveri di significato di fronte alla realtà del mondo e della quotidianità.

(ILARIA CELESTINI)

139_Grazie_al_dito_che_mi_indicò_la_Luna_900Grazie al dito che mi indicò la Luna
Un cammino di umanizzazione dell’esperienza religiosa

Collana Luce – Spirituale
p. Giovanni Belloni

28.3.2015, 244 p., brossura
Curatore: Ilaria Celestini
Prefazione: Antonia Tronti
Postfazione: Ilaria Celestini

ISBN 978-88-98643-31-8

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