E’ uscito “Una brava moglie” di Andreina Moretti

“Una brava moglie non protesta, non borbotta, non sbuffa, non si lamenta.”

In questa frase, che ritorna come un mantra nel testo, è racchiusa la chiave simbolica del romanzo.

Il silenzio come virtù imposta, come prova di sottomissione, come anestesia dell’anima.

Le donne di Moretti imparano a tacere per sopravvivere: tacciono le violenze, tacciono la vergogna, tacciono la propria verità. È il silenzio che rende possibile la violenza, che trasforma la follia di Alma in un crimine da occultare, che spinge la comunità a giudicare invece di capire. Ma nel momento in cui Stella — la figlia della “matta” — comincia a scrivere, a ricordare, a raccontare, il silenzio si incrina.

È la parola, la narrazione stessa, che diventa gesto di liberazione. L’autrice compie così un atto letterario e politico insieme: restituire parola a chi è stato privato della possibilità di parlare.

Il romanzo si trasforma in un rito di memoria collettiva, dove le voci soffocate trovano finalmente respiro (dalla prefazione di Francesco Nigri)

 

 

Autore: Andreina Moretti

Genere: Narrativa

Formato: 148×210 mm

ISBN: 9791280831576

24.1.26 , 244 pp. , brossura 

TraccePerLaMeta Edizioni

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